Direttamente dalla "Bella Valle Ingrata", arriva un altro carinissimo racconto che, ovviamente, mi affretto a "copiaincollare":
Quella bella zona che sembra in “Stand By”
Avvenne che due anni fa due mie carissime amiche, persone che chiamare adorabili o speciali è solo sminuirle, mi invitarono a passare un sabato con loro in quel della Riviera Romagnola…L’ultima volta che bazzicai quelle zone risaliva a ben nove anni prima: in teoria molto, in pratica una vita; perché certe cose, certi ricordi e certi luoghi sono come l’età dei gatti: quando dici un’anno ne sono passati 7. E così accettai: la compagnia delle mie amiche è sempre stata superba e il mar Adriatico con tutto il suo corollario di Riviera non lo vedevo da un po’…L’Adriatico che non conosce mezze misure: o è bello e basta o sembra una gigantesca zuppiera colma di insalata. Partii una mattina, una mattina della mia ultima settimana di ferie e qui bisogna che chiarisca una cosa: io sono uno dei più grandi sofferenti di quel “Greatest hits” di malinconie che da poco tempo ha preso il nome di “Stress da rientro”. Ci soffrivo da bambino, ci ho sofferto da adolescente e ci soffro ora che sono overtrenta. Che vuoi mai? A me stare a casa piace e pare sia un problema. Dicevo? Ah sì: sveglia di buon’ora per andare a Piacenza e prendere il treno col cielo che aveva fatto un bel “copia/incolla” del mio stato d’animo: grigio, triste e che minacciava tutt’al più di peggiorare. Eccomi sull’Intercity in una mattina d’estate abilmente camuffata d’autunno e via, verso la riviera totalmente raggomitolato sul sedile, causa aria condizionata al chiodo. Ore 10 o giù di lì voilà: Rimini, il sole e la riviera e subito eccomi in modalità “sirenetto dei poveri, dei derelitti e degli sconfortati” per lanciarmi nelle salmastre acque adriatiche dopo una vita e mezzo di tempo. Purtroppo la cosa morì presto: la fantozziana nuvola dell’impiegato era niente in confronto, quella perturbazione che speravo di aver seminato grazie alla velocità dell’Intercity riuscì a raggiungermi e pure a sfogarsi ben bene, iniziando a buttare sui bagnanti un megadiluvio formato famiglia e facendo diventare tutto grigio, sembrava di essere in un film in bianco e nero cavolo. Se in Riviera non puoi rosolare al sole a mò di braciolina sulla piastra cosa fai? Semplice: ti fai un giro, e lì ti accorgi che un detto classico per la Riviera Romagnola calza a pennello: “…Eppur si muove…” Sì perché a me piacciono e molto le cose che restan sempre quelle lì, mi danno un non so che di sicurezza. Non so se capite. Il fatto è che dopo tanto tempo giro per i classici negozietti da turista della Riviera e nonostante le docce ad energia solare nei bagni e altre cose Hi-Tech che prima non c’erano l’essenza, il cuore, il classico del “Riviera Style” resta quello e non cambia: i negozietti con le loro magliettine dalle frasi stupide o plagianti marchi celebri, le tette antistress, le statuine che se gli tiri su la gonna al frate esce fuori…Esce fuori. Tutto questo, come sempre, uguale negli anni. I risciò a noleggio sempre uguali, le famiglie di tedeschi ormai di casa da decenni che finalmente hanno smesso di presentarsi con lo slippino e i calzini bianchi in spiaggia, i vù cumprà carichi di carabattole che girano per la spiaggia e non mollano manco se dovessero piovere lavatrici, la movida senza orari del vacanziero: così diversa da quelle di città, dove il poco tempo per il divertimento (causa lavoro e impegni vari) la fanno vivere con un’ansia quasi isterica, i bomboloni caldi e le discoteche: quelle che non hanno bisogno di cambiare aspetto ma solo di tenersi aggiornata ai tormentoni musicali del momento. Una volta qualcuno, per parlar male, diceva che da noi su certi aspetti sociali poteva valere il concetto che “tutto cambia affinchè niente cambi”…La Riviera ne è l’esempio in positivo con quella sensazione che ti lascia quando la visiti, come se si muovesse lentamente persa in una sorta di dolce Stand By, con la sua Riccione piena di vita, la quieta Bellaria e la Cesentaico conosciuta a memoria grazie ad “Acapulco prima spiaggia a sinistra” di Gigi e Andrea. E’ stato un vero piacere rivederti Riviera Romagnola, col tuo Squaqquerone sciolto nelle piadine e i bagnini che si chiamano ancora Athos o Loris, non so quando e se ritornerò a trovarti ma una cosa è certa: ti rivedrò in “Stand By” e non mi sembrerai, quindi, cambiata neanche un po’.
♠
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Siamo persone bisognose di tante cose... sicuramente di tante emozioni. Anch'io sono piuttosto over 30 e mi è capitato di recente di tornare in romagna dopo forse anche 15 anni. La sensazione che ho avuto è stata proprio quella che non fosse cambiata poi molto ed è stato piacevole certo, per me che erano anni che non ci andavo... Probabilmente molti altri posti in italia mi avrebbero fatto lo stesso effetto tornandoci dopo anni... ma se la frequentassi molto di più come invece frequento la versilia sarebbe ugualmente piacevole?? sarebbe ugualmente la buona vecchia romagna o diventerebbe noiosa?? Sarebbe interessante sapere invece che ne pensa un "indigeno" del posto, magari over 50... 50 anni fa forse non esistevano nemmeno il 50% dei paesini vacanzieri sorti dal nulla, bellaria, bellariva, rivazzurra, e via e via e via... e non è forse vero che certe cose che non cambiano mai si apprezzano solo quando si inizia ad avere un po' di anni sulla groppa? Mentre in età più young si vorrebbe cambiare sempre e tutto e si bramano di più invece posti come londra o new york? Io vorrei proprio la possibilità di averle un po' tutte queste sensazioni, quelle dei posti che cambiano e quelle dei posti che non cambiano...
RispondiEliminaè sempre bello leggere i tuoi racconti.....
RispondiEliminariesci a scrivere quello che tutti pensano ma non sarebbero capaci di metterlo per scritto...
grande Fore continua così!!!!!!
Nadia
Ciao...vlv scusarmi cn te x nn aver mai risposto all'ultimo commento che m lasciasti sul blog "Melina scrive..."e x nn aver risposto alla domanda che m ponesti...ti prego di contattarmi al mio indirizzo e-mail ninfa_dei_boschi@hotmail.it e t assicuro che risponderò a qualsiasi tua domanda!Ho lavorato agli ultimi cap, prologo ed epilogo dl mio libro ed ammetto d aver trascurato un pò tutto...aspetto tue notizie. Melina
RispondiElimina