lunedì 12 ottobre 2009

L'ozio è indispensabile

Dunque, oggi è stata la classica giornata "ibrida", nel senso che parte male, ma subito dopo il male si annulla! Sono uscita di casa, ho beccato un senso unico, c'erano i vigili e mi hanno perdonata, strano ma vero. Solo per quello, ho capito che sarebbe una giornata No ma con rimedio subito dopo. Poi, mi sono accorta che oggi alle tre dovevo fare una sostituzione...quindi dopo sei ore di ieri avevo già un pensiero, ovviamente la lezione da eseguire era movimentata! Non sono potuta andare a vedere le case. Quindi dovevo disdire, dopo l'incontro con i vigili, ho incontrato la persona dell'agenzia, quindi ho disdetto subito! Cmq le case le avevo già viste. Adesso veniamo al punto. Per quanto mi riguarda ho imparato a godermi il cazzeggio. Prima se avevo un secondo a disposizione via a fare qualsiasi cosa. Adesso no. Mi sono accorta che cercare continuamente di fare qualsiasi cosa è una frustrazione al pari di chi non ha voglia di fare un tubo. Io credo che la maggior parte delle persone sia schiava del tempo, sono daccordo con l'ottimizzare e non trascurare, ma se un giorno abbiamo un ora di tempo, non è necessario "mettersi avanti" a fare lavatrici, magari quasi a vuoto pensando che almeno non lo devo fare dopo. Queste non sono necessità, sono inutili sensi del dovere che non hanno nessun senso. Infatti, si lava due reggiseni e poi dopo due giorni si fa un'altra lavatrice. Quindi uno spreco inutile. Oppure c'è chi durante la pausa pranzo, viene esasperato in palestra per fare un ora con una pausa di due ore. Risultato uno stress esenza senso. Perchè poi, questa categoria, non svolgono attività come yoga, che credetemi può essere veramente rigenerante. No, vengono a fare step o cacchi simili, così che si fanno una doccia veloce, ovviamente capelli madidi di sudore perchè non se li possono lavare e un panino in macchina. Ora dico io, "anche meno". ma non per fare la moralista, ma solo per dire non è la quantità di cose che si fanno ma la qualità, se devo fare una cosa fatta male e che mi fa male non la faccio. Ora, qualcuno mi dirà che è l'unico momento libero e io qui rispondo che non è vero perchè questa categoria di persone, la maggior parte donne e scusate la parola "cazzone", le sento "becerare" insieme alle altre sbrecche riguardo il programma delle serate. Ovviamente serate a base dell'insulso aperitivo pratese. Tanto siete e sarete sempre "Milanesi di serie B". Quindi, invece di fare l'aperitivo ( che per i pratesi è come aver scoperto l'America), andate con calma in palestra, fatevi un bello shampo e doccia, didicate un po' di tempo a voi stessi perchè non c'e' cosa più bella di capire che in quelle due ore, ci siamo presi cura di noi, tutta la nostra attenzione è per noi, ci siamo finalmente dedicati una parte di tempo, siamo protagonisti di noi stessi. La morale è che non si può sempre riparare a tutto, alemeno sulle cose non necessarie occorre fare una cernita altrimenti si diventa schiavi del fare con il risultate di fare un po' di tutto e male.
E se un girno, resta uno spazio vuoto, non abbiate paura a rimanere da soli, godetevi l'ozio è solo così che imparerete ad essere sereni. Io ci provo e sinceramente ne vale la pena!

6 commenti:

  1. Vale la pena sì: poltrona, playd, libro/CD/DVD preferito e magari appena dopo un bel pisolone rigenerante, ma vuoi mettere il piacere? Sono un'autorità nel campo del cazzeggio applicando la pigrizia al volersi bene. L'Ozio è il padre dei vizi? Bazzecole! Io quando sono in Ozio fumo poco e bevo niente (ad esempio). Hai ragione e come ho sempre detto io: vuoi correre tutta la vita? Perfetto! Non obbligare me a farlo però ;)Concludendo...Ma a Prato li fanno così grami gli Aperitivi? E se vogliamo parlare di Milanesi di serie B ti ricordo dove sto, tra l'altro a 50 minuti di treno dall' "originale" :-)

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  2. Gli aperitivi sono tutti "grami". Nel senso che non hanno senso, nn so se mi spiego. Io quando ho fame mi siedo a tavola e mangio separatamente le pietanze. Quando ho voglia di fare un aperitivo (e l'ho sempre fatto), bevo un aperol o un prosecco, massimo due noccioline. L'aperitivo cena nasce da un esigenza, quella di chi è solo e preferisce. mangiar fuori che con 5 euro o all'epoca con 5mila lire se la cavava. Milano è la tipica città dove è giusto ci sia quest'abitudine. Io nn vedo necessaria, o meglio nn vedevo necessaria questa abitudine nemmeno a Firenze, poichè essendo un città piena di turisti, da mangiare "veloce e buono" si trovava a tutti gli usci e a tutte le ore. Comunque ti posso garantire che Prato è la città al negativo più Milanese d'Italia, qui i tuoi 50 minuti di treno se li inculano: c'e' gente che tutti i sabatie si va il giretto in Via Montenapoleone a Milano..nn so se mi spiego bene. Cmq a parte questo, io sono una di quelle che anche se abitassi a Milano e fossi sola come un cane, nn mi fermerei di certo a fare l'aperitivo. A me non piace mischiare cibi!

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  3. Nemmeno a me...Il mio concetto di Aperitivo "con pluccata" (tartine, tramezzini, cosettine ecc..Hai presente quando siete venute dal Mario lì da me?)altro non è che un'incontro conviviale, tra amici, aggiunto di recente e nel mio caso non sostituirà MAI una cena...Vogliamo mettere due fette di coppa e un dadino di focaccia farcito con un piatto di pennette al ragù (hand made, ovviamente)o un bel lombo di maiale con pomodori e insalata di contorno? Il concetto di "Apericena", quello sì che è una cacata ciclopica. L'aperitivo serve ad aprire lo stomaco in vista di un pranzo o di una cena...Così non fosse li farebbero alle 15 :). Sta di fatto che io sono un campagnolo alieno a certe modernità, quindi l'ennesima "Yuppata" di trasformare una cena in raccattare stuzzichini da un bancone con un bicchiere di Campari non fà per me. Tu non vuoi mischiare i cibi? Io non voglio mischiare abitudini ;)

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  4. Io ve ne diro' un'altra allora.....mio padre che pure non e' vecchio (59 anni)
    ha SEMPRE fatto l'aperitivo ed ha sempre frequentato locali in voga negli anni 80/90. E' rimasto scandalizzato (e vi assicuro che e' una parola che non gli si addice per niente!) DELL'APERITIVO in voga diciamo negli ultimi 7/10 anni (per lo meno in realta' come Firenze). Mi diceva CHE AVEVA ASSISTITO ALL'ABBUFFO VERO E PROPRIO DELLA GENTE AL BANCONE DEL BUFFET E MI FACEVA NOTARE CHE GENTE COSI' NEGLI ANNI IN CUI LUI FREQUENTAVA GLI APERITIVI SAREBBE STATA SBATTUTA FUORI DAL LOCALE PERCHE' SI STAVA ATTENTI ANCHE A PRENDERE DUE SALATINI IN PIU' PER NON FARE LA FIGURA DELL'ARRAFFONE MORTO DI FAME!!!!!!!!!!!!!!!E SI' CHE DI FAME CE N'ERA MOLTA DI PIU' DI ORA.....
    RISULTATO??????NEGLI ANNI 90/09 SIAMO TUTTI MORTI DI FAME E SI VA A SCROCCO CON 8 EURO E CI SI ABBUFFA....MAGARI COL TACCO A SPILLO E LA BORSINA FIRMATA CHE FA TANTO CHIC MA CON LA BOCCA SPORCA DI FARRO E COUS COUS....BLEAH CHE SCHIFO STO MONDO! AISSELA

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  5. Parole Sante, tant'è che una volta mi portarono a far l'aperitivo nel locale più "In" della mia(fottuta)città...Già a vedere i cloni di Bobo Vieri: tutti col cerchietto in testa (anche se si aveva i capelli a spazzola)e la tuta ginnca della squadra di calcio di categoria infima sfoggiata come si giocasse nella Juve mi fece urtare lo stomaco...Poi, con la scusa del buffet, ecco arrivare un tripudio di bobini e veline a darsi gomitate in faccia, tipo pogone ad un cocerto degli Slayer, per l'ultima focaccina al farro (che è in) o per un piattino di riso al Curry...Patetico come la squallida imitazione della "Milano da bere" che tanto ostenta (in malomodo) la mia lercia città...E i paesini cercano di farla come la città, ma vai a capire perchè nessuno sgomita e nessuno si presenta bardato in quel modo e non ti appioppano sofisticaggini ma prodotti di zona (salumi, focaccine classiche, salsette, gorgonzola...) e salta fuori che l'agricola provincia prende un'idea tipica da città e riesce a farla meglio...Forse perchè nei paesini, tutti i paesini d'Italia, si guarda più se uno stuzzichino piace piuttosto che se uno stuzzichino faccia tendenza...Perchè, come già detto, noi campagnoli (fighetti o no) non confondiamo aperitivi luculliani con cene e pranzi come van fatti...Giusto?

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  6. ma dicevo.....Aissela e chi se non altro poteva scrivere un commento così VERO. Hai descritto con minuzia la realtà: tante bocche blasfeme con il farro appiccicato sui denti con borsettina firmata e scarpa con tacco......Aissela ti dovrò raccontare "la ciliegina sulla torta" riguardo la mia serata di domenica. Una vera "chicca", sono stata talmente pungente e sottile che se tu fossi stata presente avresti riso sotto i baffi:)

    Per quanto riguarda l'uomo dall'asso di picche;) non potevi far meglio descrizione di quei "buzzurri" con cerchietto e maglia della squdra di calcio del rione...tanto basta che sulla tuta ci sia scritto "A.C merda" e va bene lo stesso:)

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