Arrivo alla stazione, zaino sulle spalle e biglietto alla mano. Mi dirigo verso i binari, la voce meccanica annuncia l'arrivo del mio treno. Dopo pochi minuti, il residuato bellico raggiunge la banchina. Affacciati ai finestrini le persone hanno i volti stanchi. Salgo e mi rendo conto che in questo piccolo spazio il tempo sembra essersi fermato: la sensazione era quella di essere in un film italiano degli anni 60, periodo in cui tante persone del sud si indirizzavano in cerca di lavoro, verso le città del nord. Insomma, tanto per rendere l'idea, una sorta di "Rocco e i suoi fratelli". Io credo che quel treno sia la stessa tipologia di quello che prendeva mia mamma da piccola: Trieste-Lecce con cambio a Milano e sosta di un paio di giorni per salutare lo zio Uccio, la famiglia era sparsa per l'Italia e quelle soste erano obbligate! Certo che ne ha fatti di km anche la mamma! Intanto che penso, il treno inizia a muoversi: un acuto rumore di ruggine e via, si parte. Era la prima volta che prendevo quel treno: Espresso Agrigento-Milano, un treno storico mi disse la signorina alla biglietteria della stazione, un treno che rappresenta un'epoca. Un treno dove tutti almeno una volta dovrebbero salirci, specialmente i nostri politici...TUTTI nessuno escluso.
La signora di fronte a me si sveglia, prende un fagotto con dentro un pezzo di pastiera napoletana, mi sorride e me ne offre un pezzo, accetto volentieri, divoro e butto giù "murando a secco" come si dice da noi a Firenze! La signora parla un siciliano molto stretto, capisco poco, quando non capisco le sorrido come un ebete, un po' come quando telefona la zia Concetta, solo che al telefono è più difficile perchè manca la mimica e quindi mi viene fuori quel misto fra una risatina e un "ehhh" che equivale a "non ho capito un accidenti ma va bene lo stesso". Mi racconta di suo figlio, "... e' andato al nord per cercare lavoro, adesso ha un bell'impiego" è stanca, ma sorride soddisfatta, mi chiede se ne voglio ancora ma sono sazia! L'espresso fa poche fermate, dopo Firenze si ferma a Bologna e poi direttamente a Milano. Il marito della signora è contento perchè siamo quasi arrivati. Loro sono quasi 24 ore che sono in viaggio. Guardo fuori dal finestrino, paesaggio montano: stiamo attraversando gli appennini, siamo fra la Toscana e l'Emilia. Il treno comincia a rallentare. Ci fermiamo in una stazioncina locale che non mi ricordo nemmeno il nome. Il tempo passa e intanto un bel po' di eurostar truccati da "frecciarossa" passano lasciandoci in balia dei monti. Insomma, si scende per sgranchirsi un po' e questo è un brutto segno, si discute su quali potrebbero essere "gli imprevisti tecnici" e... dopo un' abbondante ora di sosta, ovviamente senza sapere nemmeno il motivo, si riparte. Il viaggio scorre veloce e intanto penso che l'italia mi fa veramente schifo perchè il servizio decente ce l'ha solo chi paga TANTO.
Milano ci accoglie dentro la bellissima stazione dall'inconfondibile ed unico stile "Liberty e Art Deco". Scendo dal mio trenino "unico nel suo genere" e mi accorgo che siamo vicino al binario riservato alla "frecciarossa" ( che poi ripeto, la frecciarossa non esiste, sono eurostar che da verdi li hanno fatti rossi e li spingono a trecento all'ora...tanto agli italiani basta il nome). Ecco in quel momento ho provato disgusto, è brutto vedere così da vicino un dislivello così enorme. Meno male che "qualcuno" al governo si vanta di essere la settima potenza del mondo.
Dalla parte del "trenino unico nel suo genere", il mio: scatole di cartone e borse rattoppate, persone stanche, con indosso abiti modesti ed extracomunitari con enormi borse sulle spalle.
Lato frecciarossa, "velini" e "veline" scendono freschi come rose, trascinano i loro trolley, atteggiandosi in pose studiate quasi come fossero in "passerella" a sfilare. Come sono patetici e tutti uguali. Resto alcuni secondi a guardare e poi proseguo per la mia strada. Esco dalla stazione, cammino nella nebbia lasciandomi la stazione alle spalle. Forse penso troppo se pensassi meno vivrei senz'altro meglio!
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento